Scritto da Federico Guido

Ti piace giocare con i concetti creando una sorta di interazione psicologica con i tuoi fruitori: in questa mission che ruolo ha il colore? Che rapporto hai col colore rispetto al bianco e nero?

Li metto entrambi sullo stesso piano in realtà. Ci sono dei periodi in cui prediligo il colore, altri in cui invece preferisco il bianco e nero. La scelta viene sempre fatta in relazione a un’idea, a cosa voglio esprimere. Generalmente, il colore a me piace abbastanza saturo, qualità spesso conseguenza delle modifiche chimiche apportate alla fotografia.

C’è un colore che maggiormente apprezzi e con cui più di altri ti piace lavorare?

Sicuramente il blu. Ho avuto anche i capelli di questo colore e per un periodo sono andata in giro vestita completamente di blu. È calmante, racchiude una dimensione che mi rappresenta ed è anche il colore dell’acqua con cui, essendo Cancro e credendo nei segni zodiacali, dovrei (e in effetti ho) un forte legame.

Guardando alle tue opere, quanto le tue esperienze di vita emergono in ciò che rappresenti e che fotografi in particolare? I tuoi lavori sono più la trasposizione della tua interiorità o della tua esteriorità?

Rappresentano assolutamente la mia interiorità. L’opera è la raffigurazione di un’esperienza interiore molto forte, una sorta di specchio di ciò che provo dentro di me. Grazie ai miei lavori riesco a riflettere e soprattutto a evadere dalla realtà quotidiana, costruendo e ricreando nuovi mondi personali.

Quello dove vivi è un mondo che ti spaventa?

Balena di Giulia Lazzaron
Balena di Giulia Lazzaron

Sicuramente! È un mondo spaventoso ed è per questo che con le mie opere creo un mondo ideale.

Chi vede le tue opere vuoi che entri nel tuo mondo o vuoi che si limiti a una semplice contemplazione esterna?

Mi piacerebbe far entrare completamente lo spettatore nelle mie opere facendogli vivere un’esperienza che possa essere il più reale possibile. È questo che mi sta spingendo a voler esporre i miei lavori in modo diverso.

Che rapporto vuoi che le tue opere abbiano con lo spazio?

Voglio che le opere interagiscano con lo spazio. Nella mia testa l’opera deve essere l’intera installazione di una mostra. Per Milano PhotoFestival, ad esempio, cambierò completamente la sala usando dei pattern su carta olografica.

Quale delle mostre a cui hai partecipato ti ha segnato di più?

Tra quelle più recenti dico la mostra con Mirko Baricchi in Galleria 8,75 Artecontemporanea (Reggio Emilia) in collaborazione con Cardelli & Fontana dove ho potuto dialogare con un artista molto più grande di me. Ho apprezzato molto anche BOOMing Contemporary Art Show, una fiera a cui ho partecipato con spazio Vibra e dove ho fatto anche un live con incisione su carta fotografica interagendo molto con il pubblico accorso a vedermi.

Che rapporto hai con le persone che vengono alle tue mostre?

Molto bello direi. A me piace parecchio parlare in prima persona con i fruitori delle mie opere.

Molte mostre e tempi lunghi di realizzazione: riesci a fare altro nella vita di tutti i giorni?

C’è stato un periodo in cui mi sono unicamente occupata della mia arte e altri in cui per necessità mi sono dovuta cercare qualche lavoretto da fare. Adesso, ad esempio, sto lavorando con i bambini delle scuole elementari e la cosa mi piace perché sto disegnando un sacco: in pratica mi hanno presa per una disegnatrice e passo ore a realizzare unicorni e fare i contorni. Oltre a questo, amo il contatto umano con i bambini, mi dà veramente tanto perché sono puri e non hanno tutte le sovrastrutture che abbiamo noi adulti.

Mondo Sotterraneo di Giulia Lazzaron
Mondo Sotterraneo di Giulia Lazzaron

In tutto questo c’è anche la collaborazione con Looking for Art e, a tal proposito, volevo chiederti come ti sei trovata con loro.

Pur con mille cose da fare, mi sono trovata abbastanza bene. Apprezzo molto questa loro voglia di lavorare con i giovani e di spingerli verso nuove direzioni: questa è stata la chiave che mi ha spinto a firmare con loro. Mi ha fatto piacere che mi abbiano messo su KOONESS dandomi una bella visibilità.

Quello di LfA è un progetto fresco e attento al panorama artistico attuale. A tal proposito volevo chiederti: che senso ha per te fare arte oggi e perché?

Bella domanda. Per me, il senso del fare arte sta nella possibilità di parlare di grandi tematiche, anche molto difficili da trattare. Un esempio è appunto il body positivity che, per quanto complesso, ho provato a trattare attraverso la mia esperienza e quelle di altre persone attorno a me cercando di arrivare al maggior numero di fruitori possibili. Ad ogni modo credo sia importante discutere di tematiche contemporanee riguardanti tanto il mondo esteriore che quello interiore.

A livello personale, c’è qualcosa in particolare che vorresti sperimentare come supporti o tecniche?

Il mio obiettivo è sempre quello, creare delle installazioni in cui il pubblico interagisca davvero con lo spazio e con le opere. Per riuscirci, in occasione dei prossimi eventi mi ispirerò a Christoph Ruckhäberle, uno dei tanti che all’estero lavora su questo aspetto. In futuro poi vorrei anche inserire nelle mie esposizioni delle piccole “sculture” con la carta fotografica incisa o creare degli acquari col plexiglass in cui far galleggiare le mie opere. Questi sono tutti progetti a cui pian piano sto lavorando.

Mondo Sotterraneo di Giulia Lazzaron
Mondo Sotterraneo di Giulia Lazzaron

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