Trovi tutte le Opere di Elena a:
https://lookingforart.it/artista/elena-surovet/

Scritto da Federico Guido

Come e quando nasce la tua passione per l’arte? Parlaci un po’ dei tuoi inizi.

Fin da bambina ho sempre avuto l’inclinazione per le attività laboratoriali e creative e con il tempo questo non è cambiato, portandomi sempre di più ad avvicinarmi al mondo dell’arte. Ho cominciato il mio percorso iscrivendomi al liceo artistico per poi proseguire gli studi all’Accademia di Brera di Milano. Proprio qui, in una città dalle mille opportunità, ho trovato i primi modi di coltivare la mia passione al di fuori dall’ambiente scolastico e accademico.

Quali figure, dentro e fuori il mondo artistico, hanno influenzato maggiormente il tuo percorso fino ad oggi?

In famiglia nessuno ha mai mostrato particolare interesse verso l’arte ma tutti in ogni caso hanno sempre dimostrato di credere in me, evitando di mettermi sotto pressione e di farmi pesare troppo una scelta che avrebbe comportato sicure difficoltà. Il mio percorso comunque è appena cominciato: studio la storia dell’arte per arricchire di contenuto quello che faccio; mi guardo intorno, per tenere sempre presente il contesto in cui vivo e farlo trasparire nelle mie opere. Ad influenzarmi, quindi, non sono tanto delle figure in particolare ma piuttosto ciò che mi succede intorno, ciò che vivo, le esperienze, le sensazioni, la quotidianità. Se però dovessi soffermarmi sugli artisti per cui ho molto riguardo citerei Johan Barrios, Vanessa Beecroft, Jenny Saville e Sophie Rambert.

Come nascono le tue opere? Sono il frutto di lunghe riflessioni o di improvvise illuminazioni? Parti dal titolo o lo attribuisci a lavoro terminato?

Le mie opere sono sicuramente frutto di osservazioni della vita quotidiana. Ci sono dei momenti in cui l’osservazione va oltre ai semplici dati sensibili. Mi piace studiare le persone, i rapporti che ci sono tra queste ma ancora di più mi interesso alla loro dimensione interiore, quindi alla parte più intima, sfuggente e astratta di un individuo come, ad esempio, uno stato d’animo. Quando parlo di «stati d’animo» però non mi riferisco alle emozioni, al sentimento di gioia o di tristezza o di rabbia, ma a degli stati emotivi spesso indescrivibili. I miei disegni nascono proprio come tentativo di renderli visibili.

In alcune delle mie opere mi sono ispirata a capacità come l’empatia, il dialogo interiore. In altre ho indagato stati come la vergogna, il senso di impotenza, la noia e l’apatia. Questi ultimi, in particolare, per me sintetizzano alla perfezione lo stato d’animo tipico di una società come la nostra dove, nonostante venga riconosciuta la presenza di scheletri nell’armadio, si continua a vivere sempre nella stessa maniera.

Non sono brava a dare un titolo alle mie opere, mi piace che parlino senza alcun tipo di ausilio, senza la necessità di parole.

Al Sicuro di Elena Surovet
https://lookingforart.it/prodotto/al-sicuro/

Che messaggio vuoi veicolare attraverso le tue opere? Tra questi ce n’è uno che tieni a trasmettere in maniera particolare e, se sì, perché?

Il mio intento è quello di parlare attraverso le immagini, attraverso la vista, attraverso ciò che si sente guardando una determinata cosa. Composizione, espressività, forma e pensiero sono gli elementi che compongono i miei lavori. Non limito ciò che faccio al piacere personale, penso sempre alla condivisione: la mia opera simboleggia ciò che voglio dire agli altri, un messaggio che può essere espresso attraverso un’immagine, una forma o anche a parole.

Cosa ti affascina del disegno e della pittura? Perché e che senso ha fare disegnare oggi per te?

Mi affascina tutto quello che ha a che fare con il creare. L’uomo ha la grandiosa capacità di saper fare, la creazione è una sorta di pulsione naturale che ognuno di noi ha. La pittura e il disegno sono solo due tra i tanti modi in cui l’uomo si esprime. Disegnare per me è quindi, prima di tutto, la risposta a un istinto, a un bisogno, ma c’è anche da dire che per entrare nel mondo dell’arte questo non basta, c’è bisogno di una riflessione profonda su ciò che si fa, sul senso, su quello che si vuole dire e in questo momento della mia vita sto proprio lavorando su questo. Cerco di coltivare una riflessione intorno alle mie opere, di studiare il contesto storico in cui viviamo, di porre attenzione sulla sfera sociale, emozionale e individuale. Tutto questo con l’obiettivo, un giorno, di poter realizzare opere che siano in primis il risultato di un pensiero che possa essere interpretato e compreso anche (o forse è meglio dire soprattutto) da altri.

Come ti stai trovando con LfA e che ne pensi invece del loro progetto e della volontà di dare spazio a giovani artisti che in altri contesti farebbero fatica a mettersi in evidenza?

Sono molto felice di far parte di LfA, i giovani vanno incontro a tantissime difficoltà se decidono di cimentarsi nel mondo dell’arte, difficoltà che spesso portano alla rinuncia da parte di molti. Io stessa, nel momento in cui mi hanno contattata, ero molto dubbiosa sul mio percorso, molto insicura: non sapevo da dove cominciare! Looking for Art offre grandissime opportunità e il fatto che sia gestito anch’esso da giovani mette l’artista a proprio agio.

Tra quelle presenti nella sezione a te dedicata su LfA, qual è l’opera più rappresentativa del tuo stile o quella a cui sei più legata?

Direi “Trittico” (opera di copertina dell’articolo).
È la terza (e l’ultima, per ora) della mia prima serie di opere di quelle dimensioni. Penso che, ad oggi, sia l’opera più rappresentativa del mio stile. Essa è un gioco di composizione e luce. I corpi sono stesi e si reggono con la minima forza. Sono tre, uno sotto il peso dell’altro. Le ombre cadono nette sui corpi come stessero osservando la superficie lunare. Le espressioni dei volti sono assenti, come i loro sguardi, abbandonati all’apatia, non fanno resistenza al peso sovrastante, inglobati da uno spazio assente che non lascia trasparire alcun senso di profondità.

Filippo Rossini 1 di Elena Surovet
Filippo Rossini di Elena Surovet:
https://lookingforart.it/prodotto/filippo-rossini-1/

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