Riccardo Ricca Riccardo Ricca, classe 1996.

Riccardo Ricca nasce in Romagna nel 1996. Scoprendo presto la sua passione per l’arte frequenta il Liceo Artistico Federico Fellini, a Riccione, città dove trascorre i primi anni della sua sperimentazione artistica. Si traferisce poi a Milano per studiare all’Accademia di Belle Arti di Brera, dove incontra grandi maestri e artisti come Arcangelo Esposito che lo accompagna nel lavoro di tesi triennale in pittura, dal titolo “Il caso nell’arte”. Si laurea con il massimo dei voti e decide di proseguire il biennio all’Accademia di Brera, sotto la guida del maestro Omar Galliani.

Il primo lavoro esposto a Brera è di carattere concettuale: si tratta di un’opera composta da tanti bigliettini usati durante il Liceo (famosi per aiutare gli studenti durante le verifiche) e impreziosita da una cornice barocca. Il lavoro, “Untitled, 89 punti di maturità”, viene apprezzato per la sua riuscita formale e il suo carattere ironico. Nel 2020 partecipa al premio internazionale della città di Budapest ottenendo la pubblicazione del suo quadro “Giona” sul periodico ART NOW. A Marzo 2021 viene pubblicata l’opera “Wakashi” sull’annuale ARTISTI. Al momento continua la sua produzione artistica nel suo studio a Milano. Riccardo Ricca suona, compone e vive la musica come seconda casa in cui esprimere la sua natura artistica.

POETICA

“L’arte è il tentativo di fare esperienza della verità, nasce per la vita e nella vita.

Legno – L’artista segue i graffi che il legno ha ricevuto, i segni tracciati dal Caso sulla materia. Le figure raccontano una storia che nel legno è già presente e l’immagine si rivela nell’atto artistico.

Ruggine e foglie d’oro – Entrambi i materiali non sono controllabili, sono vivi, così da superare l’individualismo dell’artista che può diventare il tramite attraverso cui il mondo si svela nella sua verità.

Tempo – Le opere non vogliono essere immediate, a dimostrazione del fatto che nell’arte, come nella vita, ci vuole tempo e pazienza per capire se esiste un senso e un ordine. I quadri cambiano; il ferro si arrugginisce, le foglie d’oro riflettono diversamente la luce nella giornata. Il tempo svela lentamente, per questo occorre essere sempre in tensione, per cogliere l’assoluto che si rivela, che travalica il quadro e lo completa.”

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