Darkelrafi è Raffaele Sperandeo, nato a Napoli, vive a Milano dopo molto tempo in Inghilterra e Germania. Una vita nel marketing e una passione per la fotografia iniziata nel 2019 come un viaggio interiore fatto di amore, oscurità e chimica.
Ha pubblicato alcuni dei suoi scatti su fashion magazine americani ed australiani come Clary Magazine ed Inframe Magazine.
POETICA

Se volessimo davvero cercare un filo rosso tra gli scatti di Raffaele, per ottenere quella che per consuetudine si definisce poetica, allora dovremo stendere su una tavola paesaggi, ritratti, visioni oniriche, immagini macroscopiche di fiori e piante, perché tutto questo indaga e suggerisce le sue “geografie sentimentali”.
Non esiste quindi una linea verticale, un binario freddo ed immobile a collegare una stazione di partenza e una destinazione, ma piuttosto un ventaglio /crocevia , dal quale prendono le mosse i molteplici filoni: la bellezza femminile, lo scorrere del tempo, lo stupore che ancora impernia il mondo primitivo ed infine, casa. Dove cessano, anche solo per il tempo di uno sguardo, i tentativi di fuga. E allora il corpo femminile (ora visto sotto la lucida lente di Newton ora sotto lo sguardo di un moderno stilnovista) ha la stessa valenza di un fiore, prima rigoglioso poi oggetto del fiume eracliteo, dove tutto trova un altro significato e un nuovo sembiante.
Qual è allora lo scopo dell’uomo, il fine dell’artista, se non quello di mostrare che in questa nebulosa è possibile trattenere qualcosa, anche solo col ricordo?
Raffaele è dunque un barometro emozionale, un palombaro che in questi “mondi sommersi” e perduti fa da tramite, attraverso doppie espozioni , blow-up alla Antonioni e ritratti doisneauiani all’essenza profonda delle cose, alla loro provenienza da un Altrove che resta celato e sospeso.
Come a significare che le immagini, i vissuti, le epifanie rimandano ad altro, che può essere solo avvicinato attraverso una perenne “sehnsucht” , un anelito inquieto e desideroso verso un futuro magneticamente ignoto.Perno della sua poetica e termine di confronto costante è il rapporto di Raffaele con Napoli. Il Vesuvio, i Quartieri spagnoli, ma soprattutto la gente partenopea è origine, emozione diretta, lingua che ti entra nelle ossa e si traduce in una tenerezza nostalgica, che ricalca il miglior Troisi.

Napoli, dove ritorna quasi nuovo Ulisse, non è infine più il paese delle maschere, ma quello dei sentimenti più intimi, delle parole sussurrate colte dalla giusta distanza, la distanza di casa.

Chiara Preti (docente ed esperta di arti visive)

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